giovedì, 18 ottobre 2018
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Diritto amministrativo e comunicazione

Nella società omogenea il criterio di valutazione del comportamento delle istituzioni pubbliche è il principio di legalità, cioè Stato di diritto e formalizzazione del potere.
In questa società si parla di democrazia formale, una forma giuridica che è democrazia in apparenza in quanto gestita da poteri forti con il diritto.
Nella società pluralista il criterio di valutazione del comportamento della pubblica amministazione è il principio di comunicazione, perchè a causa del pluralsmo e della uguale dignità degli interessi il comportamento della pubblica amministrazione è valutato in base all’ascolto degli interessi soggettvi e alla realizzazione dell’equilibrio tra questi interessi nel rispetto dell’interesse generale.
In tale tipo di società si parla di democrazia sostanziale, una forma giuridica che è democrazia in concreto, in quanto gestita anche da interessi deboli, non solo con il diritto ma anche con la comunicazione.
In Italia il diritto, nel corso degli anni ’90, subì un cambiamento che ha riguardato tre livelli, cambiamento politico, cambiamento costituzionale e cambiamento nella pubblica amministrazione, dal principio della legalità al principio della comunicazione.
Negli anni ’50 il cuore della politica era il consociativismo, cioè la determinazione della proporzione di forze per comporre la maggioranza nelle decisioni.
Negli anni’80 si passò alla governabilità, i partiti con una bassa percentuale divennero fondamentali per formare la maggioranza di governo.
Dopo tangentopoli  entrarono nella scena pubblica due concetti, la rappresentanza e la rappresentazione
Rappresentanza significa che i cittadini scelsero per governare coloro i quali ritenevano agire in base ai loro stessi interessi.
Rappresentazione significa che i cittadini cominciarono a scegliere per governare coloro nei quali riponevano più fiducia.
La Prima Repubblica durò dal 1946 al 1994, durante questo periodo la base della struttura politica era la convetio ad excludendum, la politica cominciava dal definire di comune e tacito accordo, chi veniva tenuto fuori dalle trattative per formare la maggioranza, come il PCI negli anni ’50 e ’60 e l’MSI negli anni ’70 e ’80.
Il sistema era quello proporzionale.
Nella Seconda Repubblica la base della struttura politica è l’alternanza, la contrapposizione tra gruppi di comando formata su determinati accordi.
Il sistema è quello maggioritario.
Nel corso degli anni’90 a causa del passaggio dalla società omogenea a quella pluralista cambiò la Costituzione Giuridica, che non è un testo scritto ma riguarda i fini esistenziali che si pone la società, cioè si è passati dal dominio al pluralismo, dalla legalità alla comunicazione.
Durante questi anni è cambiato anche il criterio di valutazione del comportamento della Pubblica Amministrazione, si è passati dal principio di legalità al principio di comunicazione.
A causa del pluralismo e dell’uguale dignità degli interessi il comportamento della pubblica amministrazione è valutato in base all’ascolto degli interessi soggettivi e all’equilibrio tra questi interessi nel rispetto dell’interesse generale.