sabato, 17 novembre 2018
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Cos’è l’operational readiness?

L’operational readiness riguarda le funzioni di ottimizzazione e qualità dei processi e dei servizi.
In un mercato estremamente competitivo e mutevole, diviene essenziale per l’azienda l’efficienza organizzativa e la flessibilità di adeguamento, per potersi adattare con successo ai rapidi cambiamenti del settore in cui opera.
Pertanto l’operational readiness mira a verificare la validità dei processi aziendali e la qualità dei servizi offerti, aiutando l’azienda ad individuare i punti critici dei processi, a migliorare l’operatività, a ridurre i costi e a mantenere il proprio grado competitivo.
Il processo ottimo corrisponde a una moltitudine di attività che massimizzano i profitti e diminuiscono i costi, rispettando i vincoli aziendali organizzativi e tecnologici, realizzando un sistema integrato di qualità.
Ciò consente un migliore utilizzo delle risorse aziendali e conseguentemente una maggiore produttività e un profitto più elevato, riducendo o eliminando gli sprechi e le inefficienze.
La realizzazione di un processo ottimo dipende dall’obiettivo a cui mira l’azienda.
In generale gli obiettivi aziendali inerenti  l’operational readiness si inseriscono in cinque categorie:
  1. Riduzione dei costi;
  2. Grado di servizio;
  3. Controllo del processo;
  4. Parametri di processo;
  5. Conformità a norme.
Le fasi dell’operational readiness possono essere distinte in:
  • Business Process Analysis (BPA);
  • Business Process Management (BPM).
Vantaggi :
  • Efficienza organizzativa;
  • Flessibilità di adattamento alle richieste di mercato;
  • Riduzione dei costi;
  • Aumento dei profitti;
  • Migliore capacità di risposta ad eventi imprevisti;
  • Maggiore Know-How;
  • Riproducibilità dei risultati.

 

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