martedì, 11 dicembre 2018
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Il bello dell’essere artigiano

Il lavoro manuale nobilita l’animo.

Posso usare la mia esperienza personale per raccontarvi quanto sia stato importante per me utilizzare le mie mani per realizzare un qualcosa.

Quattro anni fa ho iniziato a studiare modello taglio e confezione. Ho imparato nel primo anno a realizzare gonne, giacche e colli.  Poi dietro consiglio della mia insegnante, Sandra, ho deciso di iniziare a studiare veramente e cosi mi sono iscritta al corso di Modellista sartoriale.

Posso assicurare che in questo corso si comincia a fare “sul serio”  😛 . Tutti i lavori riportati in questo blog, relativamente ai vestiti, sono stati realizzati durante le ore di lezione nel disegnare il modello prima e cucendo con la macchina poi.

Ho cominciato ad apprezzare passo dopo passo il lavoro manuale. Ho amato ogni singolo capo realizzato, dalla semplice gonna a tubo fino ad arrivare al mio primo paio di pantaloni.

Così facendo mi sentivo meglio. Ho avuto modo di imparare che dietro ad ogni singolo vestito c’è uno studio dietro che non potevo immaginare.

Scaffale con stoffe e tomboli

Se avete visto il film “Il diavolo veste Prada” c’è la parte in cui la Streep manda in modo molto signorile a quel paese la Hathaway nella scena del colore ceruleo. https://www.youtube.com/watch?v=b1L8JCbV-to

All’inizio non l’avevo capita voglio dire perchè fare tante scene per un colore! poi cominciando a lavorare nel “campo” beh devo dire che posso capire perfettamente tutto il lavoro che occorre nella realizzazione di un capo…. Non vi dico la fatica nel cercare la stoffa giusta.. soprattutto nella mia città dove non esiste la cultura del modellismo  🙁 .

Postazione di lavoro

Nel momento esatto in cui mi sedevo dietro alla macchina cucire, regalo di compleanno del mio fidanzato, mi sentivo libera da tutto e ho cominciato non solo a realizzare vestiti ma ho cominciato ad appassionarmi al cucito creativo. Ogni volta che entravo in un negozio guardavo ogni abito con occhio critico… controllavo se le cuciture fossero fatte a dovere, come era realizzato, come avrei potuto realizzarlo io, eventuali modifiche la stoffa usata e quella che avrei usato io e così  via.

Per me è stato un passo enorme…. Nonostante questo una parte di me si sentiva ancora insoddisfatta come se mancasse un  qualcosa.

Non so come è cominciato il tutto ma un giorno imprecisato ho cominciato ad avere in testa un pensiero ricorrente: Tombolo aquilano….

Era diventato un pensiero fisso….

Per caso nell’estate del 2016, datosi che ero momentaneamente disoccupata, ho cominciato a frequentare dei corsi gratuiti organizzati dalla merceria Necchi e così grazie a Gioconda ho iniziato a lavorare prima l’uncinetto e poi il tombolo aquilano.

Da li non mi sono più fermata  :lol :  ho cominciato con l’uncinetto a realizzare dei piccoli lavori che però non mi piacevano, non mi davano grande soddisfazione e allora ho deciso di cominciare a realizzare i “grandi” progetti…. le coperte  😉 .

esercitazione rete con cuoricini in riempimento

Per il tombolo invece ho cominciato a frequentare la scuola. Al momento ho realizzato ben poco quindi è ancora presto per postare i lavori….. Ma prometto di studiare il più possibile in modo da poter realizzare magnifici progetti con questa nobile arte che fa parte della mia eredità di aquilana. 😎

Tutto questo “lavorare” mi ha permesso di superare un brutto momento in cui l’ansia e i continui attacchi di panico la facevano da padrone.

Così ho scoperto che non solo il lavoro manuale fa bene all’anima ma che l’uncinetto ha i suoi effetti positivi