sabato, 22 settembre 2018
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Il Tribunale Penale Internazionale vuole aprire un’inchiesta in Libia

Il Tribunale Penale Internazionale (International Criminal  Court) ha intenzione di aprire un’inchiesta sui crimini commessi in Libia contro i migranti.
Il procuratore del Tribunale Penale Internazionale, ha comunicato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che il suo ufficio sta attualmente esaminando i dati disponibili relativi a crimini seri e diffusi, commessi contro i migranti che tentano di passare attraverso la Libia.
Il Procuratore Bensouda ha intenzione di avviare un’inchiesta sui crimini commessi contro i migranti in Libia.
Il paese nordafricano rappresenta il più grande portone d’ingresso verso l’Europa per le persone che, dopo aver attraversato il deserto, cercano di raggiungere il continente via mare.
La maggior parte delle organizzazioni umanitarie hanno manifestato più volte la loro apprensione, per la detenzione disumana di migliaia di migranti bloccati in Libia.
La Libia è attualmente divisa in due governi rivali con gli insorti dello stato islamico che detengono la città di Sirte.
Secondo l’Agenzia delle Migrazioni delle Nazioni Unite, migliaia di persone, solo quest’anno, sono morte in Libia.
Circa 20.000 migranti sono detenuti da bande criminali in centri di detenzione irregolari in Libia e un numero crescente di migranti vengono venduti come schiavi per essere impiegati nel lavoro forzato o per lo sfruttamento sessuale.
Il Tribunale Penale Internazionale, aperto nel 2002, ha competenza internazionale per perseguire genocidi, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.