sabato, 22 settembre 2018
Banner AIRC
Home / Pensiero Politico Contemporaneo / Giuseppe Mazzini tra nazione, associazione e ordine morale

Giuseppe Mazzini tra nazione, associazione e ordine morale

Giuseppe Mazzini visse tra la prima e la seconda metà del XIX° secolo.
Il suo pensiero politico presuppone un ordine morale del mondo, una specie di provvidenza che si attua nella storia degli essere umani, in una serie di epoche in continuo progresso.
L’epoca di Mazzini è quella del riscatto delle nazioni, delle associazioni di individui e popoli.
All’avvento di tale epoca tutto deve essere sacrificato in vista di un ideale ed essere sicuri, comunque vadano le cose, che questo ideale si realizzerà per la forza stessa del suo valore.
La politica mazziniana è azione morale, credenza religiosa e atto di fede.
Mazzini è in polemica con tutte le dottrine fondate sull’utile, come l’illuminismo, il materialismo, il socialismo di ispirazione materialistica.
L’utile significa egoismo e non promuove lo sviluppo morale.
E’ in polemica anche con la politica tradizionale, fatta di astuzie e compromessi, non in grado di riscattare i popoli.
La politica mazziniana presenta due contenuti positivi:
  1. nazione e associazione;
  2. associazione degli individui, delle classi e delle nazioni.
La nazione è un fatto storico e spirituale, non territoriale o razziale.
Le nazioni sono gli essere umani e il loro fine è la realizzazione dell’umanità in quanto associazione di nazioni e l’associazione di nazioni è l’associazione democratica dei popoli.
Mazzini parla di “Stati Uniti d’Europa” e di “alleanza repubblicana dei popoli”.
Geograficamente l’Europa mazziniana è disegnata senza l’impero austriaco e l’impero turco, con 13c o 14 nuclei fondati sul principio di nazionalità.
Ogni nucleo ha una missione speciale, ad esempio i britannici si occuperanno di colonie e industria, i francesi si dedicheranno all’azione, ecc.
All’Italia spetta raggiungere l’unità, l’indipendenza e la Repubblica.
La sua missione consiste nel dare inizio all’“era delle nazioni”.
Per quanto riguarda l’organizzazione internazionale, Mazzini pensa ad “assemblee costituenti nazionali” e al “papato internazionale” rappresentato dal “concilio”, un’autorità spirituale di uomini eminenti.
La nazione mazziniana ha in se la sua religione (fratellanza universale e altruismo).
Lo Stato diviene Chiesa, ha il compito di educare secondo i principi che ritiene validi.
Dal punto di vista sociale è riformista, esclude la lotta di classe frutto del materialismo.
Pensa ad una alleanza di classi medie e operai e ad un’associazione di capitalisti e operai, con “amministrazione sociale del capitale delle imprese e azionariato operaio”.
Il profitto non viene abolito e nemmeno la proprietà privata.
Il lavoro è considerato un dovere morale e sociale e i suoi frutti spettano a chi li produce, inoltre tra produzione e consumo ci deve essere il minor numero possibile di intermediari.