mercoledì, 14 novembre 2018
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Herbert Spencer tra liberalismo ed evoluzionismo

Herbert Spencer visse tra la prima e la seconda metà del XIX° secolo.
Nel suo pensiero politico vi è un forte accento antistatale e un liberalismo fondato sulla estrema interpretazione del “laissez faire”, cioè bisogna lasciare che tutte le cose si svolgano da se, senza interferenze, processi sociali, lotte di classe, ecc.
Questo modo di pensare è definito “ottimismo storicistico” che trova il suo fondamento nell’evoluzionismo: l’evoluzione si svolge secondo leggi universali, nella natura e nella storia.
Spencer distingue tra:
  • società militare;
  • società industriale.
Nella realtà esistono società o prevalentemente militari o prevalentemente industriali.
Le società militari sono caratterizzate da strutture offensive-difensive, dove l’individuo è al servizio della società e vi regna la cooperazioneforzata, il centralismo, governa lo Stato con la sua autorità.
Le società industriali sono caratterizzate da strutture volte al sostentamento, la società è al servizio dell’individuo, governa l’attività commerciale e la libertà individuale.
La struttura politica della società industriale è decentrata, la tendenza è pacifista e aggregativa verso organismi sempre più vasti.
La società moderna, secondo Spencer, è la società industriale nata dalla crisi della società militare.
L’evoluzione di Spencer individua un III° tipo di società che si materializzerà dopo la società industriale.
Tale società sarà caratterizzata da:
  • superamento del bisogno immediato;
  • maggiore cultura intellettuale ed estetica;
  • attività umane indirizzate alla gratificazione e non al sostentamento;
  • unità degli individui.
L’antistatalismo di Spencer si rivolge contro il potere democratico, contro i parlamentari e polemizza con gli interventi dello Stato nella vita sociale, considerati retrogradi, simili a quelli presenti nelle società militari.
Ad esempio, se con gli interventi statali si aiutano le imprese non adatte alla concorrenza di mercato, si avranno cattive conseguenze per la specie e per l’evoluzione.
La concorrenza è considerata in termini darwiniani, come lotta per l’esistenza e sopravvivenza dei più adatti.
Secondo Spencer l’evoluzione porterà al superamento dei contrasti sociali.
E’ critico anche nei confronti del socialismo, con esso si tornerebbe al centralismo e all’economia regolata, rendendo l’uomo schiavo e non padrone di se.

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