mercoledì, 14 novembre 2018
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Risorgimento e pensiero politico

I principali pensatori politici del Risorgimento italiano sono stati:
  • Antonio Rosmini;
  • Vincenzo Gioberti;
  • Giuseppe Mazzini;
  • Carlo Cattaneo;
  • Giuseppe Ferrari;
  • Carlo Pisacane.
Rosmini, Gioberti e Mazzini sono riconducibili allo “spiritualismo del Risorgimento italiano”, una dottrina socondo cui i valori storici non sono i più importanti perchè il senso delle azioni dell’uomo sorpassa la loro efficacia e viene valutato in rapporto a un sistema di valori.
In base a tale sistema di valori, la persona ha un significato permanente.
Le religioni interpretano tali valori e fanno si che si viva conformemente ad essi.
Da ciò l’importanza della religione cristiano-cattolica per Rosmini, Gioberti e Mazzini.
Rosmini e Gioberti sono in polemica con l’illuminismo e la rivoluzione francese.
Riconoscono la mentalità borghese, la libertà e l’iniziativa del singolo individuo ma uniscono tale mentalità allo spiritualismo cristiano, rendendola moderata.
Per Rosmini e Gioberti gli ordinamenti politici devono cristianizzarsi e la Chiesa cattolica deve accogliere alcune richieste del mondo laico.
Anche Mazzini è spiritualista, ha fiducia in un ordine morale che alla fine dovrà prevalere e anche lui è i polemica con l’illuminismo e la rivoluzione francese.
Cattaneo, Ferrari e Pisacane si trovano invece su posizioni opposte, si ricollegano all’illuminismo e alla rivoluzione francese.
Il loro pensiero è laico e anticlericale.
Da questi sei pensatori nacquero i programmi politici proposti durante il Risorgimento:
  1. iniziativa dei governi o iniziativa popolare;
  2. liberalismo o democrazia;
  3. rivoluzione del ricco o rivoluzione del povero.
Ferrari, Cattaneo e Mazzini rimasero tra i vinti del Risorgimento a causa della scelta della soluzione moderata.

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