mercoledì, 14 novembre 2018
Banner AIRC
Home / Sociologia Economica / I sistemi di regolazione: pluralismo e neocorporativismo

I sistemi di regolazione: pluralismo e neocorporativismo

Secondo il modello di political economy comparata che elabora i concetti di neocorporativismo e concertazione contrapponendoli a quelli di pluralismo e politica di pressione, i risultati migliori in termini di controllo delle tensioni economiche e sociali sono associati a un sistema si rappresentanza degli interessi vicina al neocorporativismo.
Per valutare tale tesi bisogna distinguere due dimensioni interdipendenti:
a) Sistema di rappresentanza degli interessi: riguarda il grado di concentrazione (o monopolio delle rappresentanze) delle organizzazioni degli interessi funzionali (delle imprese e dei lavoratori) e il grado di centralizzazione del potere di rappresentanza delle organizzazioni;
b) Processo di decisione politica: riguarda i rapporti tra le organizzazioni degli interessi e i governi nel processo di decisione delle politiche pubbliche.
Prendendo in considerazione il sistema di rappresentanza degli interessi, un sistema pluralistico è caratterizzato da molte piccole associazioni che competono per conquistare l’adesione dei soggetti ed esprimono una rappresentanza di interessi specifici e settoriali.
Tali associazioni sono poco collegate e non possono coordinare gli interessi rappresentati quindi il grado di concentrazione è basso perché mancano le strutture di vertice (ad esempio i sindacati o le confederazioni delle imprese) e anche il grado di centralizzazione del potere è basso.
Un sistema neocorporativo è caratterizzato da poche grandi associazioni che esprimono una rappresentanza degli interessi ampia, vi è perciò una sorta di monopolio o oligopolio della rappresentanza che può essere rinforzato dal riconoscimento dello Stato che delega delle funzioni pubbliche (ad esempio la gestione di determinate politiche del lavoro).
Quindi il grado di concentrazione è alto e anche il grado di centralizzazione del potere di rappresentanza è alto.
Prendendo in considerazione il processo di decisione politica, il sistema pluralistico si caratterizza con attività di lobbying, con una politica di pressione, in quanto le singole associazioni cercano di incidere quelle decisioni che le riguardano influenzando partiti, parlamentari, agenzie statali, ecc.
Un sistema neocorporativo si caratterizza con la concertazione, i sindacati e le associazioni imprenditoriali interagiscono più strettamente con il governo e altri attori pubblici nella definizione delle politiche socioeconomiche.
Le organizzazioni di rappresentanza degli interessi sono a volte direttamente coinvolte nelle politiche del lavoro, formazione e politiche sociali.
Il neocorporativismo è un modello di regolazione politica dell’economia nel quale le grandi organizzazioni di rappresentanza degli interessi partecipano insieme alle autorità pubbliche, in forma concertata, al processo di decisione e attuazione di importanti politiche economiche e sociali.
Un sistema di rappresentanza neocorporativo e un processo di decisione politica basato sulla concertazione hanno potuto favorire un efficace controllo delle tensioni economiche e sociali negli anni ’70 perché basato sulla logica dello scambio politico che secondo Pizzorno è “una situazione in cui un soggetto (Governo) che ha beni da distribuire è pronto a scambiare con il consenso sociale che un altro soggetto può dare o ritirare in quanto capace di minacciare l’ordine (sindacato).”
Ai sindacati per moderare le loro domande non basta l’offerta da parte dei governi di un maggior potere politico, ma sono necessarie altre due condizioni:
a) Centralizzazione del potere di rappresentanza : che può imporre una moderazione della rappresentanza alla base;
b) Situazione di bassa concorrenza da parte di organizzazioni rivali : che potrebbero sfruttare la situazione per proporsi come rappresentanza alternativa di quei settori meno propensi ad accettare la moderazione.
Il vantaggio principale che i sindacati possono ottenere da tale scambio è la compensazione della moderazione delle domande e delle richieste salariali con dei benefici legati alle politiche pubbliche in campo economico e del lavoro, politiche fiscali, campo sociale, ecc.
Gli altri attori che intervengono nel processo di regolazione neocorporativistica sono:
a) Ruolo dei governi: essi scambiano il potere politico con il consenso e il controllo sociale;
b) Cultura politica: deve essere aperta al mondo del lavoro per rendere possibile la concertazione;
c) Organizzazioni imprenditoriali: le imprese rispetto alle organizzazioni dei lavoratori hanno un maggiore potere contrattuale, sia nei rapporti con i lavoratori e sia nei rapporti con le autorità pubbliche perché dispongono dei mezzi di produzione.
In una economia capitalistica la produzione e l’occupazione dipendono dagli investimenti degli imprenditori e se l’azione
governativa genera aspettative negative gli imprenditori non investiranno.
Di conseguenza la concertazione è una seconda scelta.
La situazione però cambia in una situazione in cui i sindacati si rafforzano grazie alla piena occupazione e ci sono interventi statali nel funzionamento del mercato.
In questa situazione si rende necessario un rafforzamento delle organizzazioni di rappresentanza industriale per poter partecipare alla concertazione.
Vi sono diverse tipologie di neocorporativismo:
a) Neocorporativismo con organizzazioni dei lavoratori forti: sindacati forti con alto grado di concentrazione della rappresentanza e alto grado di centralizzazione del potere di rappresentanza, organizzazioni imprenditoriali forti, partiti di sinistra al governo. La concertazione è stabile, i sindacati limitano la conflittualità, in cambio i governi si impegnano per la piena occupazione e per i benefici politici (ad esempio i paesi scandinavi);
b) Neocorporativismo con organizzazioni di lavoratori deboli: sindacati deboli con basso grado di concentrazione della rappresentanza e alto grado di centralizzazione del potere di rappresentanza perché sviluppano delle forme di coordinamento, lo stesso avviene per le organizzazioni imprenditoriali. Lo scambio politico è più difficile. I sindacati in cambio di un riconoscimento istituzionale accettano la politica di moderazione salariale (ad esempio Olanda, Svizzera, Belgio);
c) Neocorporativismo instabile: i sindacati sono forti ma con un basso grado di concentrazione della rappresentanza e un basso grado di centralizzazione del potere di rappresentanza, legato alla presenza di diverse confederazioni. I governi sono orientati in senso favorevole al lavoro (ad esempio Regno Unito e Italia).
In generale i fattori che rendono diverso il neocorporativismo sono:
– Forza sindacale;
– Grado di concentrazione della rappresentanza;
– Grado di centralizzazione del potere di rappresentanza;
– Efficienza strutture amministrative;
– Grado di radicamento culturale e istituzionale del liberalismo;
– Presenza nei governi di partiti di sinistra.

1 commento

  1. Pingback: cialis 20 mg