mercoledì, 19 settembre 2018
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Maurice Barres e il nazionalismo francese

Maurice Barres visse tra la seconda metà del XIX° secolo e la prima metà del XX° secolo.
Al centro del suo pensiero politico vi è la polemica contro le astrazioni razionalistiche e vi contrappone delle particolarità storiche e psicologiche.
Riferendosi alla tragedia di Sofocle, Barres contrappone Creonte (tiranno straniero che applica le leggi in base alla sua intelligenza) ad Antigone (che da sepoltura al fratello Polinice nonostante il divieto di Creonte).
Antigone è guidata dal vero sentire, dall’amore e dal rispetto, questo avviene perchè l’esperienza secolare ci ha educato predisponendo il nostro pensiero a determinate azioni.
Sul piano politico l’astratto è rappresentato dal capitale finanziario e dallo Stato accentratore, dannosi per le libertà individuali.
Nel romanzo “Appel au soldat” parla del contadino che a causa dell’industrializzazione abbandona la vita agricola e passa a quella industriale dove si distrugge.
Al possidente terriero succede il signore industriale da cui tutti dipendono.
Tali signori sono spesso stranieri, per lo più ebrei, come i Rothschild, onnipotenti e onnipresenti possessori di una potenza astratta, il capitale finanziario, senza legami nazionali, senza tradizione e operante a livello internazionale.
La politica astratta deriva dallo Stato democratico centralizzato, dalla pseudodemocrazia parlamentare, un Parlamento corrotto con poteri illimitati, che si occupa di problemi di cui non ha diretta conoscenza e quindi incapace di risolverli).
Il concreto è invece la nazione, con le sue province, le sue tradizioni, occorre quindi un decentramento.
Barres concepisce l’ordinamento federale come ordinamento democratico: una serie di piccoli Parlamenti composti da uomini che conoscono i problemi e quindi in grado di risolverli.
Sul piano economico è orientato verso il socialismo corporativo, proprietà collettiva e lavoratore come socio non come dipendente salariato.
Tale economia corporativa deve essere nazionale e protetta, anche i lavoratori nazionali devono essere protetti dalla manodopera straniera.
Il suo nazionalismo non è contrario alla rivoluzione francese perchè ne riconosce il carattere patriottico e popolare, è un nazionalismo repubblicano.