sabato, 21 aprile 2018
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Un terzo tipo di sistema di regolazione

Oltre al neocorporativismo e al pluralismo, la political economy comparata ha individuato un terzo tipo di sistema di regolazione definito da Salvati decreto, tipico di Francia e Giappone.
Salvati definisce il neocorporativismo come accordo e il pluralismo come mercato.
Il decreto è una situazione ove i governi godono di un’ ampia autonomia dalla pressione pluralistica degli interessi e ciò permette di gerarchizzare le domande della società, limitando l’inflazione, la disoccupazione e permettendo tassi di crescita elevati.
I sindacati deboli sono esclusi dal processo di decisione politica mentre è fondamentale il rapporto tra Stato e industrie.
Il decreto si concentra su politiche regolative in campo economico più che redistributive in campo sociale, quindi l’intervento statale non assume la forma di un welfare esteso ma orienta con una politica dirigista il comportamento delle imprese, al fine di sostenere lo sviluppo economico.
Salvati distingue mercato, decreto e accordo in base a tre dimensioni:
1) Potere e organizzazione della classe operaia:
a) Nel mercato è debole;
b) Nel decreto è debole;
c) Nell’accordo è forte;
2) Istituzioni politiche/sistema politico:
a) Nel mercato si basano su una polity (intesa come forma, sistema o organizzazione) pluralistica, cioè una politica di pressione da parte di piccoli gruppi di interesse organizzati;
b) Nel decreto si basano su una polity divisa, cioè la presenza di partiti di sinistra stabilmente esclusi dall’accesso al governo;
c) Nell’accordo si basano su una polity organizzata, cioè con la presenza di grandi organizzazioni portatrici di interessi nel processo decisionale;
3) Egemonia ideologica – normativa:
a) Nel mercato si basa sulla società civile, cioè sul radicamento del liberalismo sia in campo economico che sociale;
b) Nel decreto si basa sullo Stato che mette in atto una politica dirigista per orientare il comportamento delle imprese per sostenere lo sviluppo economico;
c) Nell’accordo si basa sullo stato sociale, cioè su politiche redistributive.