mercoledì, 19 settembre 2018
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L’Antirevisionismo da Karl Kautsky a Rosa Luxemburg

Rosa Luxemburg / Foto um 1905 Luxemburg, Rosa sozialist. Politikerin, Zamosc (Kr.Lublin) 5.3.1871 - (ermordet) Berlin 15.1.1919. Portraetaufnahme, um 1905.
Karl Kautsky visse tra la seconda metà del XIX° secolo e la prima metà del XX° secolo.
Secondo Kautsky, Bernstein porta delle osservazioni inaccettabili perchè nascono da un’epoca di stabilizzazione capitalistica e non saranno più valide quando la stabilizzazione cesserà.
Kautsky ritiene che:
  • ciò che rende scientifico il socialismo è il materialismo storico;
  • nel marxismo non esiste la teoria del crollo.
Dal punto di vista politico rimane fermo al principio della lotta di classe, respinge il liberalismo ma è aperto alla democrazia progressiva, possibile solo come democrazia proletaria perchè quella borghese è corrotta.
Non pensa alla rivoluzione violenta ma al progresso graduale del proletariato all’interno delle istituzioni borghesi.
In “Questione Agraria” (1899) prospetta una situazione intermedia, non borghese e non proletaria ma caratterizzata da uno Stato “influenzato” dal proletariato.
Tale Stato è autonomo di fronte al capitale, i monopoli sono nazionalizzati, la politica fiscale è basata sul reddito, sul patrimonio e sulle successioni.
E’ in polemica con la violenza bolscevica che non considera la democrazia e ritiene prematuro lo scoppio della rivoluzione russa.
Considera anche il fatto che la rivoluzione russa non ha previsto tappe intermedie, insite nel paradigma marxista e che la dittatura attuata in Russia rappresenta un regresso civile.
In definitiva la visione di Kautsky può essere sintetizzata in tre punti:
  1. la democrazia deve essere presa in cosiderazione dal socialismo;
  2. l’Europa non deve cadere nel tranello della rivoluzione;
  3. la dittatura del proletariato sarebbe deleterea perchè si trasformerebbe in una dittatura sul proletariato.
Il socialismo deve essere considerato come la somma della democrazia con l’umanitarismo.
Rosa Luxemburg visse tra la seconda metà del XIX° secolo e l’inizio del XX° secolo.
Critica nei confroti di Lenin e Bernstein fu definita estremista socialdemocratica.
Secondo la Luxemburg il capitalismo è un sistema destinato alla catastrofe e i cartelli non ne garantiscono la stabilità perchè non eliminano la necessità di alti profitti a danno di altri settori produttivi, o con un inasprimento della concorrenza internazionale.
Inoltre le crisi decennali del capitalismo sono, per Rosa Luxemburg, un dato di fatto.La sua visione politica è rivoluzionaria e classista, difende la dialettica concepita come il modo di pensare del proletariato cosciente e vuole che si formi la coscienza di classe del proletariato e in essa la tendenza alla conquista del potere politico.
E’ critica nei confronti della politica rivoluzionaria di Lenin:
  • le masse devono autodisciplinarsi non essere disciplinate dall’esterno;
  • l’iniziativa deve nascere dal movimento stesso e non dall’alto;
  • il centralismo conduce al conservatorismo.
Considera comunque importante, dal punto di vista storico, la rivoluzione russa, come dimostrazione di capacità rivoluzionaria di fronte al fallimento della socialdemocrazia occidentale.
Anche la politica agraria di Lenin è criticata dalla Luxemburg perchè creare una moltitudine di contadini proprietari significa creare dei nemici del potere socialista.
In “Accumulazione del capitale” esprime la sua tesi fondamentale inerente la scienza economica:
“il sistema capitalistico è destinato ad arrivare al crollo. Se ciò fino ad adesso non è accaduto è dovuto al fatto che il capitalismo trae nuova forza espandendosi nelle colonie. In un mondo tutto capitalistico l’espansione sarà impossibile”.