sabato, 21 aprile 2018
Banner AIRC
Home / Sociologia Economica / Qualità e sicurezza nel lavoro. Due concetti separati o interdipendenti? Quale qualità senza sicurezza?

Qualità e sicurezza nel lavoro. Due concetti separati o interdipendenti? Quale qualità senza sicurezza?

Molti studiosi ritengono che negli ultimi anni la qualità nel lavoro è migliorata grazie al progresso tecnologico, agli effetti positivi della globalizzazione, alla trasformazione del lavoro causata dalla trasformazione del mondo della produzione (dalla produzione di massa alla produzione flessibile)  e del consumo (dal consumo di massa standardizzato alla variabilità dei mercati) e alla politica economica neoliberista, mentre la sicurezza nel lavoro è peggiorata, cioè vi sono meno tutele ed è più facile perdere il posto e trovarsi in una situazione di precariato, e questo sempre a causa del progresso tecnologico, degli effetti negativi della globalizzazione, della trasformazione del lavoro causata dalla trasformazione del mondo della produzione e del consumo e dalla politica economica neoliberista.
Ma è proprio vero che la qualità nel lavoro è migliorata come sostenuto da molti studiosi del settore?
E’ vero che le condizioni di lavoro all’inizio del XXI secolo sono migliori rispetto all’epoca taylor-fordista, ma nel concetto di “qualità nel lavoro” vanno distinte almeno tre dimensioni: oggettiva, individuale, sociale.
Per quanto riguarda la dimensione oggettiva, molti studi storici di sociologia economica comparata evidenziano che la qualità nel lavoro nell’epoca attuale è migliorata rispetto alle epoche precedenti, almeno nel contesto occidentale.
Per quanto riguarda la dimensione individuale nel concetto di qualità nel lavoro, vanno inserite anche le prospettive riguardanti il futuro da parte del lavoratore.
Ciò che intendo evidenziare è la situazione in cui si trovano nella società attuale giovani e meno giovani, una migliore qualità in un lavoro precario genera comunque insicurezza, paura e il concetto di qualità si lega inevitabilmente al concetto di sicurezza.
Tale ragionamento porterebbe ad affermare che la qualità nel lavoro viene condizionata o addirittura annullata dalla sicurezza o meglio insicurezza nel lavoro, anche se molti studiosi ritengono i due concetti nettamente separati.
Ciò che dovrebbe dominare la valutazione sulla qualità e sicurezza nel lavoro è la dimensione individuale del concetto, una valutazione interna dei soggetti coinvolti, i lavoratori precarizzati o a rischio di precarizzazione e non una valutazione esterna, eccessivamente razionale, anche se effettuata in base alla conoscenza statistica della situazione attuale, utile comunque per una valutazione oggettiva, perché chi meglio dei lavoratori coinvolti è in grado di descrivere il loro stato d’animo e quindi di giudicare la qualità delle loro condizioni di vita che derivano dalla qualità e soprattutto dalla sicurezza nel loro lavoro?
Bisognerebbe riconsiderare la vera dimensione umana prima dei vari indici, all’interno della quale dovrebbe essere garantito il diritto ad una buona vita lavorativa, allo stesso tempo sicura e di qualità, che assicurerebbe l’inizio di un vero sviluppo e miglioramento del lavoro, tanto sperato e mai raggiunto.
Oltre alla dimensione individuale bisogna considerare anche la dimensione sociale.
Secondo Richard Sennett,
“il lavoro diventa privo di qualità perché perde qualsiasi dimensione di socialità e socievolezza, ogni contenuto etico e simbolico che caratterizzava la vita produttiva tradizionale e contribuiva a darle senso e consistenza”.
Tale affermazione si lega al concetto di “placeless society” che rimanda a
“una società in cui è possibile e conveniente lavorare ovunque poiché tale attività ha perso ogni legame definito con un determinato spazio fisico, cioè un lavoro privo di luogo”.
Lavorare in un contesto ove non ci sia un legame con un determinato ambiente inevitabilmente produce un deterioramento della dimensione di socialità e socievolezza con la conseguenza di provocare una frammentazione della classi lavoratrici e la disgregazione della società.
Occorre considerare i due concetti strettamente interdipendenti tra di loro, non ci può essere qualità nel lavoro senza sicurezza perché il primo concetto potrebbe essere annullato dalla mancanza del secondo.
E’ innegabile che la qualità oggettiva nel lavoro è migliorata e che può essere valutata indipendentemente dalla sicurezza, ma è altrettanto vera la considerazione che la dimensione individuale e la dimensione sociale del concetto di qualità non possono essere valutate indipendentemente dalla sicurezza nel lavoro.