giovedì, 19 luglio 2018
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Il Fascismo secondo Ugo Spirito

Ugo Spirito visse tra la prima e la seconda metà del XX° secolo.
Secondo Spirito il vero nemico del fascismo è il capitalismo/liberalismo essendo una realtà consolidata che resiste alle trasformazioni.
Il liberalismo ha una concezione dualistica di individuo e Stato perchè designa un modello economico di individui che perseguono i loro obiettivi in reciproca concorrenza e considera lo Stato come il garante esterno di tale competizione.
Ciò può portare all’anarchia economica.
Un nemico minore è il socialismo essendo una falsa soluzione dei problemi sociali.
Il socialismo ha una concezione dualistica di individuo e Stato, attribuisce allo Stato il compito di produzione economica ma considera lo Stato come altra cosa dall’individuo.
Ciò piò portare alla tirannia.
Il fascismo invece, con la sua concezione dell’individuo intrinseco allo Stato, può realizzare l’autogoverno economico, come se la Nazione fosse un unico organismo che provvede ai bisogni collettivi.
Per attuare ciò occorre che l’ordinamento economico sia comunistico.
Colui che organizza l’impresa è eresponsabile nei confronti dello Stato.
La proprietà cessa di essere privata e diviene corporativa.
All’azienda succede la corporazione, che unisce capitale e lavoro, l’economia diviene pubblica.
I lavoratori diventano azionisti della corporazione.
Inoltre Spirito suggeriva:
  • la partecipazione di un rappresentante statale al consiglio di amministrazione dell’azienda;
  • la partecipazione operaia agli utili delle aziende;
  • la partecipazione dei rappresentanti degli operai all’amministrazione delle aziende.
La visione di Spirito non presuppone la lotta di classe ma atti legislativi da parte dei governanti.