mercoledì, 19 settembre 2018
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Carlo Cattaneo tra razionalismo e liberaldemocrazia

Carlo Cattaneo visse tra la prima e la seconda metà del XIX° secolo, si pone in continuità con l’Illuminismo:
  • condizione: la considerazione dei fattori geografici, economici, istituzionali, entro i quali si svolge l’attività umana;
  • utile e ragione: l’utilitarismo-razionalismo di Cattaneo fonde interesse e ragione, cioè la comprensione dell’intreccio di questi interessi, perchè la storia è il risultato di una serie di compromessi tra interessi e sistemi di interessi. La filosofia deve illuminare le menti e liberarle dall’errore, però vi sono degli uomini che vogliono conservare l’ignoranza nei popoli, percò la filosofia deve essere una milizia, deve influenzare il legislatore e gli amministratori, deve diventare realmente operante.
Cattaneo è per la nazione federalista perchè il centralismo produce pericoli.
I suoi modelli sono la Confederazione Elvetica e gli Stati Uniti d’America.
Le condizioni di libertà sono garantite da:
  1. molteplici consigli legislativi;
  2. consensi e dissensi;
  3. vari poteri amministrativi.
L’autonomia politica amministrativa corrisponde alla storia d’Italia, l’Italia ancora divisa e lo stato non deve far altro che lasciare svolgere le molteplici iniziative.
Per Cattaneo molto importante è la libertà personale come fattore di produttività economica, mentre la libertà di insegnamento è pregiudiziale perchè l’uomo non è libero se il pensiero è schiavo.
Cattaneo è contrario agli eserciti permanenti, ritiene che ogni cittadino debba essere un soldato e mantenuto in esercizio.
Rileva inoltre che oltre al proletariato c’è un 5° stato, “gli agricoltori” e un 6°stato, “i mendicanti”, tanto più numerosi qunto più le nazioni sono ricche.
Favorevole al suffragio universale, parla di una “Federazione dei Popoli”, gli “Stati Uniti d’Europa”, sull’esempio svizzero e statunitense.
Pensa che solo la federazione europea possa rendere vana la minaccia russa.

 

 

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