domenica, 25 febbraio 2018
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Uno sguardo al passato: sviluppo dei centri per l’impiego e diffusione delle agenzie private

I centri per l’impiego sono stati messi a regime dal D.lgs. n. 297/2002.
Sono strutture pubbliche che forniscono a titolo gratuito i servizi per l’impiego:
  • Servizi alle persone in cerca di lavoro: informazioni, colloqui di orientamento, interviste di preselezione, avvisi sulle richieste di personale delle imprese e degli enti, indicazioni su dove e come cercare lavoro e quale tipo di lavoro;
  • Servizi alle imprese che assumono perché siano in condizione di impiegare i lavoratori con i profili professionali richiesti;
  • Servizi alle imprese che comunicano le avvenute assunzioni perché conoscano e abbiano tutti i possibili vantaggi nella formazione dei propri lavoratori, nell’utilizzo dei nuovi tipi di assunzioni, nel creare nuova occupazione;
  • Servizi alle imprese che richiedono consulenza e assistenza negli atti amministrativi e nella gestione di eccedenze di manodopera.
Il compito dei Centri per l’impiego è sostenere, tramite servizi di selezione e informazione, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, accompagnare l’inserimento lavorativo e formativo delle fasce svantaggiate, fornire al territorio un punto di riferimento per i servizi e le attività di progettazione, promozione e realizzazione degli interventi a sostegno dell’occupazione.
La riforma Biagi ha segnato l’apertura ai privati dei servizi per l’impiego.
Accanto ai servizi pubblici per l’impiego introduce le agenzie private per il lavoro.
Presso il Ministero del Lavoro è stato istituito un albo delle agenzie per il lavoro, cioè strutture private polifunzionali che si occupano della mediazione tra domanda e offerta di lavoro.
Le persone in cerca di occupazione possono rivolgersi ad agenzie private, come ad esempio le società interinali o di ricerca e selezione del personale.
Le agenzie di lavoro interinale si occupano della mediazione tra domanda e offerta di lavoro interinale, temporaneo o in affitto, introdotto dalla legge n. 196 del 24 giugno 1997 – pacchetto Treu.
Il lavoratore viene assunto e retribuito dalle agenzie di lavoro interinale – azienda fornitrice – ma presta il proprio lavoro presso un’ altra azienda – azienda utilizzatrice -.
Le agenzie di ricerca e selezione sono delle società private, che ricercano per conto delle aziende personale dotato di particolari requisiti professionali ma anche a università, scuole superiori ed enti locali.
Le Regioni e le Province Autonome possono rilasciare accrediti alle agenzie che operano in ambito locale mentre alle università, alle scuole superiori, ai Comuni, alle Camere di Commercio e alle associazioni dei datori di lavoro viene riconfermato il ruolo nell’ambito dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Una delle novità introdotte dalla riforma che riguarda le agenzie per il lavoro è l’abolizione dell’oggetto sociale esclusivo.
Le agenzie autorizzate possono svolgere contemporaneamente l’attività di fornitura di manodopera e l’attività di collocamento.
Così si realizza un sistema misto in cui pubblico e privato concorrono alla promozione di maggiori possibilità di occupazione.
L’art. 2 del D.lgs. n. 276 del 10 settembre 2003 stabilisce le tre principali funzioni del nuovo collocamento, quali intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione del personale.
Ai servizi pubblici all’ impiego, che oltre a queste funzioni, mantengono la funzione pubblica di tenuta e aggiornamento dell’anagrafe e della scheda professionale dei lavoratori e che devono inoltre organizzare tutti i servizi e le azioni di prevenzione della disoccupazione, si aggiungono le agenzie per il lavoro.
Una delle novità in materia di collocamento sono l’istituzione di un elenco anagrafico che sostituisce le liste di collocamento e che permette ai lavoratori di partecipare a colloqui e corsi di formazione e l’abolizione del libretto di lavoro sostituito da una scheda professionale nella quale vengono raccolti i dati personali, la formazione, le competenze e tutta l’attività lavorativa del lavoratore, rilasciata dai Centri per l’impiego.
Le agenzie private per il lavoro svolgono la funzione di collocamento (intermediazione, ricerca e selezione, supporto alla ricollocazione) attraverso un doppio regime:
  • autorizzazione affidata allo Stato quale strumento di abilitazione ad operare nel mercato del lavoro;
  • accreditamento affidato alle Regioni e specifico per ciascun territorio regionale quale strumento di idoneità ad erogare servizi per il lavoro negli ambiti regionali di riferimento e all’esercizio reale delle funzioni anche mediante l’accesso alle risorse pubbliche.
Tutte le funzioni saranno effettuate tramite il collegamento con la Borsa Continua Nazionale del Lavoro.
La Borsa Continua Nazionale del Lavoro richiama il Sil (Sistema informativo lavoro), previsto dal D.lgs. n. 496 del 1997, quale insieme di risorse informatiche che riguardano le strutture preposte a gestire le politiche del lavoro e dei servizi per l’impiego, costituendo un unico dominio informatico articolato in un sistema centrale e in sistemi regionali.
Comunque se ne differenzia in quanto inserito nel nuovo sistema di collocamento ridisegnato dalla Biagi, uno strumento telematico che consente l’inserimento e l’accesso a notizie e informazioni inerenti il mercato del lavoro.
La diffusione delle agenzie private di collocamento e lo sviluppo dei centri per l’impiego hanno segnato inevitabilmente a livello nazionale e regionale la fine del classico ufficio di collocamento inefficiente.
Il problema non riguarda l’efficienza o meno di uno strumento o di un altro, ma la sicurezza del posto, il tipo e la qualità di impiego che quello strumento è in grado di offrire a chi cerca lavoro, che ovviamente non dipende da una agenzia o da un ufficio, ma dalla situazione politica, sociale ed economica, attraversata da un determinato territorio e dato che il contesto internazionale è segnato da una situazione negativa in quasi tutte le dimensioni sociali ed economiche, l’Italia, in un’epoca di avviata globalizzazione, non può sottrarsi a questa realtà.
In base a un vecchio caso studio svolto in Abruzzo, secondo quanto riportato dalla Direzione Regionale del Lavoro, nel 2003 1.137 aziende locali hanno stipulato 7.649 contratti di lavoro temporaneo e dato occupazione a 10.161 lavoratori, ciò significa che solo 2.512 persone hanno trovato un “posto di lavoro regolare”.
I lavoratori temporanei sono prevalentemente uomini (70% dei casi) al di sotto dei 32 anni.
Per 9.319 persone il posto è soprattutto da operaio (91,7% dei casi) e solo per 852 da impiegato (8,3% dei casi).
Il 44% dei lavoratori è impiegato per periodi superiori ad un mese, il 56% per meno di un mese, in aumento rispetto al 2002.
I settori che hanno fatto registrare un numero maggiore di contratti sono stati il metalmeccanico (3.023 contratti), la pubblica amministrazione (1312 contratti) e il commercio (1181 contratti).
I dati forniti dalla Direzione Regionale del Lavoro, interessano 12 agenzie operanti in Abruzzo con 55 filiali, di cui 17 in provincia di Chieti, 16 in provincia di Teramo, 13 in provincia di Pescara, 9 in provincia dell’Aquila.
Da questi dati, anche se riferiti al 2003, si può dedurre che lo sviluppo di un nuovo sistema di collocamento risolve soltanto apparentemente e nella statistica il problema della disoccupazione, per un mese o forse più, tralasciando quello del precariato e con esso quello della qualità, ma come ho detto prima non è compito di un ufficio risolvere questi problemi ma di un complesso meccanismo politico, sociale ed economico di cui quegli uffici e quelle agenzie fanno parte.