sabato, 21 aprile 2018
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Henri de Saint-Simon: la società organizzata scientificamente

Henri de Saint-Simon visse tra la seconda metà del XVIII° secolo e la prima metà del XIX° secolo.
Seguì la carriera militare con l’esercito francese e si arricchì grazie alla compra-vendita di beni nazionali.
Poi si dedicò agli studi e consumò il suo patrimonio fino a cadere in miseria.
In Saint-Simon convergono due diverse visioni del mondo:
  • Illuministica: progesso, cotrario all’idea macchiavellica della politica, egualitarismo, fiducia nella scienza;
  • Organicistica-Romantica: senso della gerarchia, critica all’economia politica, rivoluzione francesa concepita come movimento negativo.
Il suo pensiero è esposto molto chiaramente nella “Parabola“.
Saint-Simon immagina cosa accadrebbe alla Francia se tutto ad un tratto perdesse i suoi uomini migliori nelle scienze, arti, professioni, ecc.
Cadrebbe in uno stato di inferiorità rispetto alle altre nazioni.
Se invece mantenendo in vita questi uomini, perdesse i personaggi più importanti dell’aristocrazia, della corte, del clero, della politica, non ci sarebbe nessun danno per la Francia, perchè questi uomini sono facilmente sostituibili.
E’ evidente che la società è male organizzata, sono i grandi personaggi della politica, dell’aristocrazia, ecc., a governare, mentre altri uomini, socialmente migliori, sono in posizioni subalterne, gli incapaci guidano i capaci.
La società di Saint-Simon è una società dove tutti lavorano, dove l’industria e la scienza prosperano, rifiuta il mondo aristocratico-feudale, la cultura metafisica e i ranghi sociali.
Anche la religione è sottoposta all’operazione razionalizzatrice, deve rendere più sentiti i doveri morali e sociali e deve unire i popoli pacificamente.
Questi popoli devono essere pronti a coalizzarsi contro la nazione che volesse perseguire il proprio vantaggio a danno altrui.
La specie umana deve essere guidata dagli scienziati, dagli artisti, dagli industriali e la società deve essere organizzata conformemente alla morale, ai principi di altruismo e fraternità.
Sul piano territoriale Sain-Simon parla di una “Unità Europea” che abbia il suo asse in un’ alleanza franco-inglese.
Propone per i popoli europei la costituzione parlamentare inglese fondata sull’equilibrio dei poteri.
Immagina un mondo tecnico e tecnocratico, non politico, dove le decisioni vengono prese in base a dimostrazioni scientifiche.
Pianifica inoltre una rigorosa pianificazione economica senza antagonismo tra operaio e industriale.
L’antagonismo è invece presente tra lavoratori e oziosi, tra produttori e vecchie classi pre-borghesi.
Il socialismo di Saint-Simon presuppone l’intervento dello Stato in favore del progresso economico.
L’attività dei suoi seguaci consisteva nel promuovere iniziative economiche trasformatrici, attraverso la stampa o partecipandovi direttamente.
I sansimoniani influenzarono i governi in senso riformatore e progressista dal punto di vista industriale (idee sansimoniane furono ad esempio il taglio dell’istmo di Suez e di Panama).
L’industrializzazione deve essere caratterizzata dall’intervento dello Stato che tende a diventare il solo produttore.
Durante la Seconda Repubblica Francese furono i sansimoniani a proporre la costruzione di strade e ferrovie e la nazionalizzazione delle ultime.
I sansimoniani teorizzarono la “Tesi dell’organizzazione del lavoro” fino alle estreme conseguenze.
In una società organizzata rigidamente, la proprietà privata va eliminata perchè è un inconveniente alle esigenze della produzione.
L’eredità diviene dello Stato e tutto è subordinato alla direzione della società organizzata, cioè dello Stato.
Il socialismo quindi nasce, per i sansimoniani, per esigenze di tecnica organizzativa e non per esigenze di ordine morale.