domenica, 25 febbraio 2018
Banner AIRC
Home / Sociologia Economica / Confini economici e sociologici. Trasformazioni economiche e sociali. La stabilizzazione economica e sociale nel dopoguerra

Confini economici e sociologici. Trasformazioni economiche e sociali. La stabilizzazione economica e sociale nel dopoguerra

Con Schumpeter e Polanyi la sociologia economica si evolve in due direzioni nel secondo dopoguerra:
1) Il tema dello sviluppo economico perde rilevanza nello studio dei paesi occidentali, le tematiche macroeconomiche vengono recuperate dalla nuova economia keynesiana, l’interesse per il rapporto tra istituzioni e sviluppo economico sopravvive negli studi sui paesi arretrati e la sociologia economica si ridefinisce in sociologia dello sviluppo;
2) Vengono prese in considerazione le tematiche microeconomiche (relazioni di lavoro, conflitto industriale, organizzazione delle imprese e del lavoro, ecc.) che assumono un profilo autonomo e si sviluppano discipline specialistiche (sociologia industriale, sociologia del lavoro, ecc.).
I fattori che hanno influito sul processo di specializzazione disciplinare sono da ricercare nella stabilizzazione economica e sociale nel dopoguerra e nella ridefinizione dei confini tra economia e sociologia.
Il periodo che decorre dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni ’70 è stato caratterizzato da una buona crescita economica grazie al Piano Marshall, alla liberalizzazione degli scambi, alla stabilizzazione dei cambi, all’aumento del commercio internazionale, alla creazione di nuove organizzazioni nazionali e internazionali e a tantissimi altri fattori.
La domanda poté crescere prima per le esigenze della ricostruzione e poi per la possibilità di soddisfare nuovi bisogni.
Lo sviluppo avvenne anche grazie all’interventismo statale nell’economia e nella società e all’organizzazione delle grandi aziende.
Negli anni ’60 Shonfield individuò quattro aspetti dello sviluppo postbellico:
a) È stato più regolare che nel passato;
b) Rapida crescita della produzione e del reddito;
c) La ricchezza si è diffusa tra la popolazione;
d) Il flusso di risparmi per sostenere gli investimenti non si è ridotto.
Molto importanti a tal proposito sono stati il ruolo dello Stato e i cambiamenti nel mondo delle imprese.
Shonfield sottolinea il ruolo dello Stato nella regolazione dell’economia, nel mantenimento del pieno impiego delle risorse e nella redistribuzione attraverso il welfare.
I cambiamenti nel mondo delle imprese riguardano l’introduzione delle nuove tecnologie, che consentono una produzione su grande serie con costi più bassi, la separazione tra proprietà e gestione grazie alla comparsa della figura del manager che si occupa di metodi di pianificazione e la collaborazione tra imprese e autorità pubbliche per raggiungere obiettivi a lungo termine.
Da sottolineare anche un processo di cooperazione tra imprese e movimenti dei lavoratori, un processo che Gourevitch ha definito compromesso storico.
Tale processo fu un fenomeno di apprendimento collettivo, anche sottoforma di conflitti sociali e politici, che cerca di tenere insieme crescita economica e stabilità sociale.
Secondo Gourevitch il compromesso storico fu prodotto dalla disponibilità alla cooperazione, i movimenti dei lavoratori sospesero le loro aspirazioni a una vasta socializzazione dell’economia e in cambio ottennero la contrattazione collettiva e il Welfare State.
Gli imprenditori sospesero il desiderio di una forza lavoro passiva e automatizzata e in cambio ottennero l’accettazione della proprietà privata e il libero scambio.