domenica, 25 febbraio 2018
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Nazionalismo e Fascismo

Il nazionalismo e il fascismo sono delle dottrine reazionarie, in polemica con l’illumimismo e la rivoluzione francese.
Il reazionario nega l’idea di uguaglianza e vi contrappone le ineguaglianze di origine storico-tradizionale.
Considera l’uomo non come individuo capace di agire secondo ragione ma secondo passione e per questo l’uomo ha bisogno di guide, di autorità e gerarchia.
Nel reazionario c’è una esigenza di concretezza (amore per la propria terra e per i propri connazionali, senso dell’onore, attaccamento a determinate usanze e costumi, ecc.) contro le astrazioni democratiche (concetto di uomo e di diritto, cosmopolitismo, interesse economico, utile, materialismo, ecc.).
Quando si parla di fascismo e nazismo si deve far riferimento alla cultura anti-intellettualistica e antiborghese, nella rivendicazione del concreto vengono criticate le ideologie, maschere di interessi.
La dottrina fascista non ritiene di essere vera ma ritiene di essere efficace, operare bene a sostegno di determinati interessi.
La verità è un concetto intellettuale, è l’azione politica che crea la verità, così l’ideologia e il discorso politico diventano mito e la politica è vista come aspirazione al successo.
Le dottrine nazionaliste e fasciste sono caratterizzate da:
  • esaltazione della difesa della propria comunità;
  • esaltazione di tutto ciò che appartiene alla comunità;
  • diffidenza verso lo straniero;
  • violenza considerata un mezzo per raggiungere un fine;
  • desiderio di dominio.
Tali dottrine si rivolgono alla nazione, da qui il nazionalismo, una politica mirata alla crescita e al potenziamento della propria nazione.
Il nazionalismo può essere democratico, la nazione viene considerata come un frammento dell’umanità, oppure può essere totalitario, la propria nazione prima di tutto.
Per il fascismo la nazione è un costante punto di riferimeno, mira a ingrandimenti territoriali, allo Stato organizzato e forte, al rafforzamento di una determinata cultura.
Lo scopo finale è l’azione, il fascismo è attivismo: i valori positivi sono rappresentati dall’entusiasmo, dall’eroismo, dalla giovinezza, dal rischio e dalla rivoluzione.
L’attivismo del nazismo è ancora più radicale, vuole esprimere la potenza della razza e del sangue.
Per il nazismo il singolo è parte di una totalità naturale, il popolo, questa totalità si incarna nella figura del capo.
Alla base del nazionalismo tedesco vi sono i successi di Bismarck e l’affermarsi della potenza tedesca.
Alla base del nazionalismo francese vi è lo spirito di rivincita della guerra franco-prussiana.
Alla base del nzionalismo italiano vi sono le sconfitte africane, la guerra di Libia e l’emigrazione.
Il nazionalismo italiano nasce da problemi storico-politici:
  • completare l’unificazione;
  • necessità di una politica coloniale che avrebbe aiutato a risolvere il problema dell’emigrazione, una sorta di imperialismo dei poveri.
Invece l’imperialismo britannico si presenta come una missione civilizzatrice, secondo tale visione spetta alla razza più adatta attuare gli ideali di libertà e di umanità (razzismo umanitario).