giovedì, 19 luglio 2018
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Il Fascismo secondo Giovanni Gentile

Giovanni Gentile visse tra la seconda metà del XIX° secolo e la prima metà del XX° secolo.
Per Gentile il fascismo è il punto d’arrivo della reazione antipositivistica e anti-illuministica del ‘9oo.
Gli elementi di tale reazione furono:
  1. la filosofia idealista che annientò il materialismo;
  2. il risorgere del sentimento religioso;
  3. la guerra.
La filosofia idealista è una delle componenti ideologiche del fascismo, nell’idealismo di Gentile i termini fascista e attualista sono sinonimi, il fascismo è interpretato come attualismo (filosofia dell’atto puro) vissuto.
Attualismo e fascismo hanno dei punti in comune:
  • il primato del futuro;
  • insoddisfazione di fronte al determinato;
  • l’idea che si afferma con la sua forza;
  • la fede e la religiosità.
Gentile interpreta il fascismo in quanto:
  • ideologia;
  • movimento rivoluzionario;
  • sistema politico attuato.
Gentile non si definisce solo fascista ma anche liberale, secondo la sua visione la libertà individuale non è separabile dallo Stato pechè lo Stato deve educare quella libertà.
La rivoluzione violenta e illegale, per Gentile, è neceessaria per rompere con la democrazia responsabile della crisi del dopo guerra.
Gentile giustificò la violenza fascista in due modi:
  1. violenza rivoluzionaria: apportatrice di novità storiche;
  2. violenza statale: si sostituisce alle carenze dello Stato.
Nell’azione politica fascista Gentile vedeva le caratteristiche tipiche della creazione storica:
  • i dissensi che suscitava;
  • la dedizione assoluta degli aderenti;
  • l’inconsapevolezza di ciò che si stava compiendo;
  • la presenza di un capo, allo stesso tempo eroe, uomo d’azione ed educatore.
La fase rivoluzionaria del fascismo si conclude con la marcia su Roma e ha inizio la fase costruttiva, allo stesso tempo innovatrice e restauratrice.
Un elemento di restaurazione fu il ritorno della monarchia al suo ruolo originario.
L’innovazione si ha:
  • in politica estera con la “politica di grandezza nazionale”;
  • nel campo costituzionale con la fascistizzazione dello Stato grazie alla Legge del Gran Consiglio (il Gran consiglio formava le liste dei deputati da sottoporre al suffragio della Nazione e forniva al Re una lista di uomini tra cui selezionare il Capo del governo).
Dal punto di vista sociale l’istituto originale del fascismo è la corporazione, lo Stato corporativo supera la lotta di classe e la dualità Stato-sindacati.
Secondo Gentile il fascismo genera il vero autogoverno dell’individuo, produttore e lavoratore, il vero socialismo perchè scompare il dualismo governanti – governati con l’identità di individuo e Stato.
L’ultimo libro di Gentile è “Genesi e struttura della società” in cui si trovano i motivi:
  • intrinsechezza individuo-Stato;
  • società;
  • religiosità;
  • rappresentanza degli interessi;
  • superamento della proprietà privata;
  • Stato nazionale tendente all’Impero.