martedì, 22 maggio 2018
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Benito Mussolini: il Fascismo

Benito Mussolini visse tra la seconda metà del XIX° secolo e la prima metà del XX° secolo.
In “Dottrina del Fascismo” Mussolini scrive che nel marzo 1919, al momento dell’adunata di piazza San Sepolcro a Milano, non aveva nessun piano dottrinale.
Scrive che dal 1870 al 1915 il liberalismo era in declino, combattuto dall’attivismo, cioè dal nazionalismo, dal futurismo e dal fascismo.
Tale attivismo è confermato dal fatto che il fascismo non nacque da una dottrina ma dal bisogno di azione.
Nel marzo 1919 disse che la borghesia non doveva attendersi protezione dal fascismo e che bisognava andare incontro al lavoro.
C’è una grande differenza tra il fascismo originario e il fascismo reale.
Il primo aveva un carattere progressista mentre il secondo un carattere reazionario.
Dal punto di vista politico, il “Programma dei Fasci da Combattimento” avanzava richieste democratiche:
  • suffragio universale;
  • rappresentanza proporzionale;
  • voto ed eleggibilità per le donne;
  • riduzione dell’età minima degli elettori a 18 anni;
  • riduzione dell’età minima dei deputati a 25 anni;
  • abolizione del senato;
  • convocazione di un’assemblea nazionale con il compito di stabilire la forma costituzionale dello Stato;
  • rappresentanza degli interessi, elezione delle collettività professionali con poteri legislativi e con il diritto di eleggere un commissario con poteri di ministro.
Dal punto di vista militare chiedeva una milizia nazionale a scopi difensivi.
Dal punto di vista sociale si chiedevano:
  • 8 ore lavorative e i minimi salariali garantiti;
  • la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell’industria;
  • organizzazioni proletarie che gestiscano industrie pubbliche e servizi pubblici;
  • collaborazione di classe.
Dal punto di vista finanziario:
  • una imposta progressiva sul capitale per espropriare parzialmente tutte le ricchezze;
  • sequestro dell’85% dei profitti di guerra.
Nella “Dottrina del Fascismo” (Mussolini-Gentile) il principio democratico è negato, viene affermata la disuguaglianza degli uomini che non può essere livellata attraverso il suffragio univerale .
E’ negata anche l’idea della milizia nazionale a scopi difensivi perchè lo Stato Fascista ha volontà di potenza e impero.
Mussolini poi parla dello statalismo.
Il XX° secolo è il secolo dello Stato, che è il custode dello spirito del poplo, è l’educatore dei cittadini al culto della Patria, non è indifferente alla religione cattolica che rappresenta la religione degli italiani.
Tale statalismo è anche statalismo economico.
Il Fascismo ha carattere totalitario, tutto viene disciplinato, dall’educazione all’economia ma ci sono delle differenze tra il Fascismo mussoliniano e quello nazionalistico di Rocco.
Il primo è orientato al futuro, all’azione, il secondo è orientato a qualcosa di costituito, post-rivoluzionario.
Il primo considera la guerra come un fatto esistenziale, il secondo come necessità di politica internazionale.
Il primo considera la religione come esperienza individuale e sociale, il secondo come fattore di autorità.
Secondo Mussolini il fascista ha due compiti:
  • l’Impero: espansione territoriale, politica ed economica;
  • la Rivoluzione Continua: sul piano istituzionale il superamento del liberalismo politico ed economico; sul piano culturale la creazione dell’italiano nuovo (eroico, entusiasta, disciplinato); sul piano della politica estera affermazione dei diritti dei popoli poveri; sul piano sociale riduzione delle distanze sociali e affermazione del lavoro.
Il fascismo rifiuta la lotta di classe e il marxismo ma secondo Mussolini si pone come vero socialismo attraverso lo Stato organizzatore che domina il capitale.
Il resto è storia.